La vita di Adele

Ieri sera sono andata a vedere“La vita di Adele“, film francese premiato con la Palma d’oro al Festival di Cannes 2013.
Premetto che io non amo i film francesi perché li trovo troppo lenti… Ma in questo film, la lentezza, aveva un senso, ha permesso di cogliere ogni emozione, ogni sentimento ed ogni pensiero delle due protagoniste.
L’ho trovato molto profondo e molto emozionante (nonostante non vi fossero colpi di scena, frasi ad effetto o momenti di suspance) perché vero. L’impressione che ho avuto per tutto il film era che non fosse un film.
Le attrici ed il regista hanno fatto un lavoro, secondo me, eccellente nel trasmettere emozioni e stati d’animo al pubblico; Mi sembrava di provare ciò che provavano le attrici… Incredibile!
Inoltre, è sempre difficile trattare l’omosessualità femminile nei film senza cadere in luoghi comuni e/o trasformarlo in un film erotico che possa piacere ad un pubblico anche maschile,ma in questo caso,in parte, sono riusciti.
Sono colpita!!!

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Ok Bindi, ma non c’era nessuno di più competente?!

Finalmente é stata nominata la commissione anti mafia e la presidenza è toccata a… Rosy Bindi del PD.
Tutti noi conosciamo bene l’interesse che la Bindi ha sempre manifestato nei confronti del tema… O forse no?!
La Bindi si è mai occupata, in vita sua, di mafia?!
Beh… Politicamente è sempre stata molto attiva: Ha studiato scienze politiche e diritto amministrativo, poi è stata in parlamento alla commissione esteri, affari sociali, ambiente, politiche dell’unione europea, vigilanza sull’attività di documentazione. Ha anche fatto il ministro della sanità e della famiglia. Insomma, un CV notevole… Ma la mafia?!

Secondo alcuni per occuparsi di mafia basta essere “anti mafiosi” ed essere persone oneste… Secondo me no!
Per essere delle brave persone bisognerebbe essere contro la mafia ed essere persone oneste, ma per ricoprire un incarico di così alto livello istituzionale e doversi occupare, nel dettaglio, di questo tema essere brave persone è condizione necessaria ma non sufficiente.
Certo, mi direte, meglio lei che un qualche berlusconiano, per definizione colluso con la mafia… Certo!
Ma era l’unica persona del PD che potesse ricoprire quel ruolo?! Non esisteva un altro politico, in Italia, magari Donna e pure di sinistra, più competente della Bindi?! Secondo me sì… Bastava cercare un po’ meglio

A questo punto però, visto la che carica è stata assegnata, non mi resta che augurare alla Bindi buon lavoro, nella speranza che sia capace di stupire me e tutti gli scettici…

Bel lavoro abbattere Gheddafi…

Per quanto io sia profondamente e totalmente a favore della Democrazia e creda che la diffusione di regimi democratici contribuirà alla creazione della Pace… Sono altrettanto convinta che lo stiamo facendo nel modo sbagliato!

Non so se avete visto cosa sta succedendo in Libia… Una guerra civile.
Dopo l’ “abbattimento” del Dittatore ( perché Gheddafi questo era) è scoppiato il caos.
Il Governo di transizione non ha la forza per mantenere l’ordine, la polizia di stato è debole, proprio come aveva voluto mantenerla Gheddafi e per ciò ci si deve affidare ai gruppi di milizie armate ( che, non dipendendo dal governo, non sono del tutto controllabili) .
Ma questo è solo uno dei tanti problemi della Libia…
Il peggiore, che mi spinge a criticare l’intervento democratico attuato, (questo come altri s’intende) è che nelle prossime elezioni, che si terranno verosimilmente nella primavera 2014, c’è. La possibilità, per me il RISCHIO, che prendano il potere gli islamisti.
Questi hanno molti consensi tra la popolazione rurale ed in più sono favoriti da una legge (emanata giusto l’anno scorso) che vieta incarichi pubblici a coloro che erano, in qualche modo, “collusi” con la dittatura.
Ovviamente Gheddafi, da bravo leader autoritario, ha sempre cercato di allontanare gli islamisti ( perché non inficiassero il suo potere) quindi, ad oggi, gli islamisti sono tra i pochi a poter aspirare a cariche pubbliche…

È chiaro quindi che non si sta andando verso una transazione democratica.
Dunque a cosa è servito tutto questo?!
La guerra, i morti,la devastazione di un territorio… A cosa è servito abbattere un dittatore se poi il potere cadrà nelle mani degli integralisti?!
La Democrazia è un Valore da “esportare” ma le transazioni richiedono tempo e soprattutto una cultura democratica ( fondamentale per il buon andamento di un sistema) richiede tempo, quindi se ci in alziamo a portatori di Democrazia dobbiamo anche avere la coerenza di impegnarci, per il tempo necessario, affinché questo processo avvenga correttamente…

Convegno con la Dott.ssa Bruzzone sulle violenze di genere

Questo è l’articolo, sulla testata News25.it, del mio resoconto sul convegno: ” Violenza di genere e violenza in genere:la parola agli uomini” che si è tenuto a Brescia, Sabato 12 Ottobre.

http://news25.it/violenza-donne-roberta-bruzzone/

Dopo l’incontro ho partecipato ad una cena di raccolta fondi per l’associazione “Cerchio degli uomini” di Brescia.
Durante la serata ho avuto l’occasione di conoscere diverse persone, tra le quali anche il Dr. Aldo Braga, presidente dell’associazione e la Presodente della Casa delle Donne di Brescia, Piera Stretti.
Inoltre ho avuto l’onore di conoscere la Dottoressa Roberta Bruzzone, ovvero colei che ha fatto si che mi avvicinassi al tema del Femminicidio.

Deumanizzazione, il libro di Chiara Volpato

Deumanizzazione, il libro di Chiara Volpato

“Si parla di oggettivazione sessuale o sessualizzazione per indicare le situazioni in cui il valore di una persona risiede nella sua capacità di attrazione sessuale, a esclusione di altre caratteristiche. La persona è allora vista come uno strumento del piacere altrui, piuttosto che come un essere capace di agire e decidere in modo autonomo e responsabile. Secondo MacKinnon (1989), “le donne vivono nell’oggettivazione sessuale come i pesci nell’acqua;” per loro, l’oggettivazione costituisce un’esperienza quotidiana alla quale è impossibile sfuggire, ma che, proprio per la sua pervasività, è difficile da concettualizzare e alla quale non è semplice resistere.”

Chiara Volpato è Professoressa ordinaria di Psicologia sociale all’Università di Milano-Bicocca.

Nel link c’è una sintesi del capitolo dedicato all’OGGETTIVAZIONE SESSUALE.

Incontro sull’economia dell’immigrazione con la Ministra per l’integrazione Cecile Kyenge

Oggi, in Università, si è tenuto l’incontro “Tra percorsi migratori e comportamento economico” per presentare il Rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione della Fondazione Leone Moressa.

La fondazione è un’istituto di ricerca, nato nel 2002, che si occupa della realizzazione e diffusione di studi statistici sull’economia dell’immigrazione  con l’obbiettivo di fornire strumenti utili attraverso i quali individuare possibili percorsi d’integrazione economica e sociale.

All’incontro, in cui si è parlato di temi quali il valore del lavoratore immigrato ed il livello di spesa pubblica che lo stato indirizza verso gli immigrati, ha partecipato anche la Ministra per l’integrazione Cecile Kyenge (autrice, per altro, della nota introduttiva del Rapporto).

Al termine degli interventi la Ministra Kyenge si è spostata in un’altra aula dell’ateneo dove ha tenuto una breve conferenza stampa.

Prima di tutto ha voluto ribadire l’importanza che ha un Rapporto come quello presentato poco prima perchè, se si vuole cercare di risolvere i problemi legati all’immigrazione, è fondamentale conoscere a fondo il fenomeno.

Ha spiegato l’importanza della distinzione tra immigrato e rifugiato e la necessità di affrontare, sia a livello nazionale che a livello europeo, il tema del diritto di asilo e dei permessi di soggiorno per i richiedenti asilo(la cui durata è stata proprio recentemente prolungata, in conformità con le direttive europee).

Altri nodi importanti, secondo la Ministra, sono il rafforzamento dello status giuridico dell’immigrato, una pianificazione politica per far fronte ai problemi creati dalla gestione dei flussi migratori che veda la coinvolti sia l’UE che l’Italia e l’abolizione del reato di clandestinità, aspetto sul quale si è detta molto fiduciosa (vista l’approvazione di ieri nella Commissione Giustizia del Senato).

Diverse sono state poi le domande dei giornalisti, la maggior parte incentrate sulla recente tragedia di Lampedusa.

Sulle responsabilità la Kyenge è stata molto chiara ” alcune responsabilità sono dell’Unione Europea, altre dell’Italia ed altre ancora degli organismi internazionali; Ogni livello di responsabilità va affrontato e nessuno può tirarsi indietro”.

Quando una giornalista le chiede come mai, in Italia, si prenda coscienza dei problemi solo nel momento in cui ci si trova difronte ad un’emergenza, la Kyenge ha risposto ricordando che dal momento della sua nomina ha portato avanti diversi progetti (tra i quali un piano triennale contro il razzismo finalizzato a creare una nuova cultura di rispetto ed integrazione ed una campagna per semplificare l’acquisizione della cittadinaza) ma che, vista la difficoltà dell’argomento, spesso, purtroppo, si procede a rilento e questo può dare l’impressione, errata, che si stia sottovalutando il problema.

Per quanto riguarda i rapporti con l’Unione Europea, un segnale positivo e arrivato dalla visita del Presidente Barroso a Lampedusa che è, secondo la Ministra, dimostrazione del riconoscimento, da parte dell’Unione Europea, dell’importanza dei flussi migratori diretti in Italia e delle difficoltà che questi creano.

Sarà comunque necessario, in sede europea, rivedere il Regolamento Dublino II (ex Convenzione di Dublino),rafforzare e sostenere gli stati sul Mediterraneo (oltre all’Italia, anche Spagna e Grecia) ed anche rendere Frontex ( l’agenzia europea che si occupa di gestire il pattugliamento delle frontiere esterne e del rimpatrio dei clandestini) non solo un sistema di controllo ma anche di monitoraggio dei flussi con l’obiettivo di salvare quante più vite possibile.

Le viene in fine chiesto un commento sui fischi che gli abitanti dell’isola di Lampedusa hanno rivolto al Presidente Barroso “i fischi si commentano da soli” dice “ma dobbiamo riuscire a dare delle risposte a queste manifestazioni, che altro non sono se non il modo di comunicare il disagio e la rabbia dell’isola”.

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Lo sguardo nel presente, con un occhio al futuro…

Perché uno sguardo nel presente?! Beh, perché no?!

Il presente non è solo ciò che stiamo vivendo,l’attimo in cui ci troviamo… È anche ciò che determina cosa vivremo e dove ci troveremo l’attimo dopo, o l’ora dopo, o il giorno,il mese, l’anno dopo…
Il presente determina il futuro.
Osservare il presente, con l’occhio critico di chi vuole conoscere ma soprattutto capire, ci può aiutare ad immaginare come sarà il futuro; Ed è quando il futuro che immaginiamo non ci piace che decidiamo di ribellarci, di agire per cambiare le cose.

Alla fine è osservando e conoscendo il presente che poniamo le basi per un possibile cambiamento…

Io voglio cambiare il mondo proprio perché il presente che vedo non mi piace ed il futuro che, partendo da questo, posso immaginare, mi piace ancora meno…

F.

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